The Water Tower of Africa

Un’economia che corre
Dal 2005 ad oggi il Pil etiope è cresciuto ad un ritmo annuo del 10%. Secondo la Banca Mondiale il 2016 si chiuderà con un ulteriore aumento del 10,5%. Il 56% della crescita totale della ricchezza prodotta nel Paese dipende dagli investimenti pubblici.
 

La rinascita economica dell’Etiopia è iniziata da almeno dieci anni, quando il Paese ha cominciato a crescere a ritmi del 10% annuo, e prosegue ancora oggi. Nel 2015 il Pil ha messo a segno un +9,5%, mentre la Banca Mondiale ha indicato che il 2016 si chiuderà con un aumento della ricchezza prodotta del 10,5%, con il risultato che il Fondo Monetario Internazionale ha inserito il Paese tra le cinque economie che crescono più rapidamente al mondo. Inoltre, il Paese è stato uno dei più efficienti nel raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’Onu con i Millennium Development Goals, gli indici che misurano lo sviluppo sociale degli Stati.

Per raggiungere questi risultati il governo etiope ha adottato politiche di sviluppo innovative che puntano soprattutto sull’afflusso di investimenti, tanto pubblici quanto privati.

Secondo la Banca Mondiale, gli investimenti pubblici contribuiscono al 56% della crescita totale del Pil nazionale, mentre quelli privati per il 24%. In sostanza l’80% della nuova ricchezza prodotta in Etiopia deriva proprio dagli investimenti.

Costruire infrastrutture, aprire nuove fabbriche, sviluppare il mercato del real estate sono la prima linea della politica espansiva che coinvolge l’intera economia etiope e che ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo sociale del Paese. Secondo le Nazioni Unite, infatti, l’Etiopia nel periodo 1995-2011 ha dimezzato la popolazione che viveva sotto la soglia di povertà, più che triplicato la percentuale di iscritti alla scuola primaria, ridotto di due terzi la mortalità infantile e dimezzato l’incidenza della malaria nel Paese, solo per citare gli indicatori principali.

Una formula di successo che è stata replicata all’interno puntando sui settori industriali dove l’economia è più forte (tessile, pellami, agroalimentare, prodotti chimici e farmaceutici), e i risultati non si sono fatti attendere. La Banca Mondiale certifica che nel 2014 il Paese ha attratto oltre 1,2 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri e questo lo ha portato a essere inserito dall’Unctad tra le prime cinque nazioni al mondo senza sbocco sul mare per afflusso di investimenti esteri.

La maggior parte dei capitali stranieri sono finiti nel settore manifatturiero, che conta oggi il 70% del totale degli IDE, a conferma del successo delle politiche di sviluppo dei parchi industriali.

Ma il processo di transizione è ancora lungo perché – come certificato nel 2014 dalla Banca Mondiale – l’industria vale il 14,3% del prodotto interno lordo e al suo interno il manifatturiero si ferma al 4,1%, nonostante nell’ultima decade abbia continuato a crescere ad un ritmo medio del 10,9%.

 

11
ANNI

consecutivi di PIL in positivo

1/3
del PIL

destinato agli investimenti nelle infrastrutture

Geografia
del Paese

ideale per investire in impianti idroelettrici
 
 
Energia per lo sviluppo
L’Etiopia sta investendo 12 miliardi di euro nella produzione energetica con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento regionale, sia per la produzione che per la vendita di energia ai Paesi confinanti.
 

Questa crescita economica, unita alle prospettive future di sviluppo, è strettamente legata ad un’ambiziosa politica energetica sostenuta ormai da molti anni.

Ad oggi, infatti, circa l’85% dell’energia generata viene da impianti idroelettrici e il loro peso, nel mercato interno così come nelle relazioni con i partner stranieri, è destinato ad aumentare nei prossimi anni. L’Etiopia sta infatti investendo risorse pari a un terzo del Pil nazionale nella produzione di energia idroelettrica, per un ammontare di 12 miliardi di euro. Questo massiccio impegno economico ha l’obiettivo di arrivare nel 2035 a generare 40mila MW di energia sfruttando i grandi bacini idrici che attraversano il Paese.

Tanto il primo quanto il secondo step del Growth and Trasformation Plan, che insieme coprono il decennio 2010-2020, puntano molto sull’utilizzo delle risorse naturali e prevedono la trasformazione dell’Etiopia in un hub di energia rinnovabile per tutta la regione orientale del continente africano.