Ambiente

Una solida partnership per lo sviluppo sostenibile del Paese
Salini Impregilo sta contribuendo alla transizione dell’economia etiope verso una crescita più sostenibile, creando infrastrutture energetiche in grado di affrontare le sfide socio-ambientali globali.

L’Etiopia ha intrapreso con decisione la strada dello sviluppo sostenibile, inserendo le energie rinnovabili tra i principali pilastri del Piano pluriennale di Crescita e Trasformazione del paese. Negli ultimi anni l’Etiopia è riuscita a raggiungere la maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ed è oggi impegnata in una sfida ancora più importante: sostenere i nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile lanciati dall’ONU e trasformare il Paese in una economia “carbon neutral” entro il 2025, divenendo l’hub energetico del Corno d’Africa e contribuendo, in tal modo, alla stabilità geo-politica dell’intera area.

Salini Impregilo è da sempre un partner importante per l’Etiopia e con orgoglio contribuisce al raggiungimento di questi obiettivi. Attraverso i progetti idroelettrici sviluppati e in corso di realizzazione nel Paese, il Gruppo contribuisce in maniera significativa allo sviluppo etiope.

L’esigenza di produrre energia rinnovabile dalle ingenti risorse idriche del Paese in modo efficiente e nel rispetto degli interessi degli stakeholder locali è soddisfatta da Salini Impregilo mediante lo sviluppo di soluzioni tecniche e progettuali innovative e sfidanti. I progetti del Gruppo coinvolgono migliaia di tecnici e i migliori professionisti del settore provenienti da tutto il mondo, che sviluppano le attività progettuali ed esecutive nel pieno rispetto delle valutazioni di impatto ambientale e sociale approvate dalle autorità locali competenti. Inoltre, Salini Impregilo realizza regolarmente con i propri partner ulteriori studi (es. idrologici, sulla sicurezza delle opere), al fine di individuare ogni possibile rischio ed assicurare che eventuali impatti siano adeguatamente mitigati o compensati.

Anche nel corso dei lavori, il Gruppo garantisce elevati standard di protezione dell’ambiente, mediante l’attenta gestione delle materie prime e delle risorse naturali, l’individuazione delle misure in grado di prevenire e mitigare eventuali impatti e – non meno importante – mediante lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia in termini di risparmio energetico, riciclaggio dei rifiuti e protezione della biodiversità.

I nostri cantieri adottano un sistema di gestione ambientale certificato secondo lo standard internazionale ISO 14001 e sono periodicamente sottoposti a verifiche da parte di numerosi enti esterni (auditor, autorità, enti di certificazione, etc.).

I nostri progetti rappresentano opere ingegneristiche all’avanguardia e, per questo motivo, sono regolarmente visitati da delegazioni istituzionali e professionali provenienti da tutto il mondo. Le porte dei nostri progetti sono aperte anche alle comunità locali, che regolarmente visitano i cantieri per apprezzare lo stato di avanzamento dei lavori, comprendere i benefici derivanti da tali progetti e come gli aspetti socio-ambientali vengono gestiti. Nel solo 2015 i progetti del Gruppo sono stati meta di centinaia di visite che hanno coinvolto migliaia di ospiti dalle comunità limitrofe, da altre aree del Paese e dall’estero.

 

CASE HISTORIES

Gibe III: miglior progetto in Etiopia in termini di
tutela ambientale


A Gibe III ogni aspetto del cantiere è stato progettato e sviluppato in modo da minimizzare i consumi, la produzione di scarti e, in generale, assicurare la migliore protezione dell’ambiente.

Ad esempio, per ridurre i consumi energetici Salini Impregilo ha progettato e realizzato un sistema innovativo di recupero energetico associato all’impianto di posa del calcestruzzo, che ha consentito di produrre in tre anni 3 milioni di kWh di energia rinnovabile, risparmiando 800 mila litri di diesel ed evitando emissioni di CO2 per oltre 2 mila tonnellate.

Inoltre, il Gruppo ha realizzato dei sistemi a circuito chiuso che consentono di recuperare e riutilizzare ingenti quantità di acqua negli impianti di betonaggio. Anche per quanto riguarda la differenziazione e recupero dei rifiuti, il progetto ha raggiunto risultati molto significativi, con circa il 70% di tutti i rifiuti di scavo riutilizzati per finalità legate al progetto stesso, minimizzando così il ricorso a siti di stoccaggio dei materiali.

Grazie a queste soluzioni, nel 2013 il Parlamento Etiope ha definito Gibe III il miglior progetto nel Paese in termini di tutela ambientale.


Per realizzare grandi progetti infrastrutturali occorrono ingenti quantità di energia, principalmente elettricità per l’alimentazione degli impianti di produzione e dei servizi ausiliari (uffici, officine, alloggi per le maestranze, cliniche) e carburanti per il funzionamento dei veicoli e mezzi d’opera.

Quando i cantieri sono situati in aree remote non servite dalla rete elettrica, tuttavia, occorre far ricorso a generatori diesel che comportano maggiori emissioni in atmosfera, senza considerare i maggiori oneri economici e ambientali legati all’acquisto e trasporto su gomma del diesel stesso.

Per ovviare a questo problema, negli ultimi grandi progetti in corso di realizzazione da parte del Gruppo (GERD e Gibe III), Salini Impregilo ha prestato particolare attenzione alle fasi di pianificazione ed esecuzione delle attività di costruzione, concordando con i propri partner di anticipare la realizzazione delle linee di trasmissione tra i nuovi cantieri e la rete elettrica nazionale.

In tal modo, il Gruppo ha ottenuto due importanti risultati: alimentare i propri cantieri con l’energia rinnovabile (e quindi ad impatto pressoché nullo) proveniente dagli altri impianti idroelettrici del Paese, e accelerare il processo di elettrificazione delle aree limitrofe ai nuovi cantieri, con benefici immediati per le comunità locali.

Negli ultimi anni è stato quindi possibile risparmiare oltre 22 milioni di litri di gasolio, evitando emissioni di CO2 in atmosfera per circa 58 mila tonnellate.

Le restanti emissioni derivanti dai mezzi di cantiere vengono infine parzialmente compensate mediante la piantumazione di alberi durante le attività di ripristino ambientale. Ad esempio, al Gibe III è presente un vivaio in cui – sin dalle prime fasi del progetto – sono state messe a dimora essenze autoctone per essere piantumate via via nel corso del progetto.


Le fasi di riempimento dell’invaso di una diga possono comportare dei pericoli per gli animali selvatici presenti nella valle, il principale dei quali è quello di rimanere intrappolati sulle isole che si formano man mano che il livello dell’acqua aumenta.

A Gibe III, fin dalle prime fasi del progetto, Salini Impregilo ha svolto attività costanti di monitoraggio dell’area dell’invaso al fine di individuare tutte le specie animali presenti. Prima dell’inizio delle attività di riempimento, è stata costituita una squadra di soccorso, appositamente formata e assistita da esperti ambientali e veterinari esterni.

La squadra, composta anche da dipendenti volontari del Gruppo, ha così dato avvio all’operazione “Arca di Noè”, identificando e delimitando le aree che sarebbero state inondate, per poi svolgere sessioni preliminari di allontanamento degli animali presenti.

Durante il riempimento, la squadra di soccorso ha utilizzato delle imbarcazioni appositamente realizzate e dotate di gabbie, per raggiungere le isole formatesi nell’invaso e portare in salvo gli animali presenti. Le operazioni sono durate diverse settimane, nel corso delle quali la squadra di soccorso ha assicurato anche la distribuzione di cibo sulle isole non ancora coinvolte nelle attività di salvataggio.