Il ruolo di Salini Impregilo

Il nostro impegno per le grandi opere
Una storia che inizia nel 1957 e prosegue ancora oggi. Dai primi progetti fino alle opere più recenti, il Gruppo è stato e rimane un partner strategico nel processo di sviluppo industriale del Paese.

Salini Impregilo è presente in Etiopia dal 1957. Nel corso degli anni il Gruppo ha realizzato opere complesse, ambiziose per specifiche tecniche e contributo sull’economia locale. Tra queste, opere storiche come le dighe di Legadadi (i cui lavori vanno dal 1964 al 1970), Piccola Beles (1986-1992) e Dire (1996-1998), le successive Beles, Gibe I e Gibe II che quando completate soddisfavano da sole il 50% del fabbisogno energetico dell’Etiopia.

Alla base c’è un piano di sviluppo energetico chiaro e ben definito che ha portato nel 2016 all’inaugurazione di Gibe III, l’impianto idroelettrico che farà crescere la produzione nazionale di energia dell’85%. Questo balzo produttivo toccherà il +270% quando sarà terminata anche la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), la diga costruita sul Nilo Azzurro, e crescerà ulteriormente quando verrà realizzata anche Koysha, il quarto impianto idroelettrico che sfrutta il bacino idrico del fiume Omo.

 

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Power to Ethiopia

L’85% dell’energia prodotta in Etiopia viene dagli impianti idroelettrici

 

 

La presenza di Salini Impregilo in Etiopia contribuisce in maniera significativa allo sviluppo economico e sociale del Paese, grazie ad una politica che è sempre stata orientata a impiegare personale e fornitori locali, supportandone la crescita nel tempo.

Gli investimenti diretti di Salini Impregilo sul territorio attivano l’indotto moltiplicando gli effetti sull’economia del Paese in modo esponenziale. Nel solo 2015 il contributo della presenza di Salini Impregilo in Etiopia è valso l’1,3% del Pil, l’1,5% dei redditi delle famiglie e del gettito fiscale e lo 0,4% dell’occupazione complessiva1.

 

IL CONTRIBUTO DI SALINI IMPREGILO

 

 

 

I grandi progetti idroelettrici contribuiscono infatti anche allo sviluppo di ampi strati della popolazione a livello locale, partendo dalle persone direttamente coinvolte nella realizzazione dei progetti.

Nel loro insieme, tutti i progetti avviati in questi anni hanno impiegato migliaia e migliaia di persone, la maggior parte delle quali di nazionalità etiope. La sola Gibe III, nei periodi di picco, ha dato lavoro a oltre 8.000 persone.

Molte di queste hanno avuto per la prima volta nella loro vita l’occasione di lavorare in una grande organizzazione internazionale, acquisendo competenze tecniche e professionali che gli saranno utili per tutta la vita.

Nei cantieri di Gibe III e GERD sono nati così carpentieri, autisti, operai specializzati. Molti di loro hanno capitalizzato al massimo questa esperienza, riuscendo in alcuni casi ad avviare una piccola attività imprenditoriale.

Alcuni, che hanno iniziato come operai, nel corso degli anni sono divenuti fornitori e subappaltatori di Salini Impregilo e di altre aziende presenti nel Paese.

Tutto questo è parte di una filosofia più ampia che ha come obiettivo la partecipazione e lo sviluppo delle comunità locali nelle opere del Gruppo in Etiopia.

Nel corso degli anni il Gruppo ha realizzato 20 opere per un valore complessivo di 9 miliardi di euro.

Tutte hanno avuto un impatto significativo sull’economia del Paese.

Le più recenti sono Gibe III, inaugurata nel 2016, e Gerd, la più grande diga africana, che permetterà di aumentare la capacità di produzione energetica del 270%.

 

[1] Valori risultanti da uno studio condotto dalla Società con il contributo metodologico di KPMG Italia.